venerdì 14 dicembre 2018

I Caduti della Grande Guerra ricordati a Mormanno in occasione del novantesimo del Faro Votivo.

Novant'anni fa sul monte San Michele, in località Torretta di Mormanno, veniva eretto il primo Faro di montagna per ricordare i caduti della Grande Guerra che dieci anni prima avevano dato la vita per liberare la Patria dalla paura del conflitto mondiale.



Sabato e domenica prossima una manifestazione regionale vedrà protagonista Mormanno che celebrando il ricordo e la memoria dei caduti ha chiamato a raccolta istituzioni ed associazioni insieme al presidente della Regione, Mario Oliverio, per tributare il giusto riconoscimento a questi valorosi conterranei. 


"Dopo le celebrazioni del 4 novembre, festa dell'unità nazionale e delle forze armate, questa Amministrazione ha realizzato il desiderio di estendere l'evento celebrativo vocando a se il patrocinio della Regione Calabria, per i giorni 15 - 16 dicembre, a motivo della rappresentanza regionale che il Faro Votivo di Mormanno esprime in riferimento ai caduti della Grande Guerra" 
- scrive il Sindaco Giuseppe Regina - 
"A cento anni dal termine del conflitto mondiale ed a novant'anni dell'erezione del Faro, unitamente alla nazione, sentiamo il dovere di fare il nostro tributo d'onore alla memoria di quei tragici e gloriosi avvenimenti che, a prezzo della vita di oltre seicentomila uomini, dei quali oltre duecentomila nostri corregionali portarono l'Italia al fronte dell'asprezza e della vittoria"


Alla due giorni sarà presente anche il governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio, accompagnato dall'invito rivolto ai presidenti delle provincie calabre e da numerose autorità militari del territorio. 
Un'attenzione del tutto particolare è stata riservata ai congiunti degli eroi decorati con la Medaglia d'Oro al Valor Militare i quali accompagnati dai loro sindaci, con le loro testimonianze ravvicineranno alla contemporaneità ciò che fu e mai sarà dimenticato. 
Presenti alla due giorni anche numerose cariche istituzionali del circondario del Pollino nel suo versante calabro ed a molteplici associazioni d'arma e civili, insieme alla Fanfara degli Alpini d'Abruzzo che con la sua presenza animerà questa manifestazione dal sapore più unico che raro per la nostra Regione. 
Il programma dell'evento prevede sabato 15 dicembre alle ore 16.00 la sfilata della fanfara degli "Alpini d'Abruzzo" per le strade di Mormanno, alle 17.00 invece sarà il convegno "Calabresi per la Patria: l'intervento della Calabria nel primo conflitto mondiale" celebrato nella sala consiliare a dare il taglio storico di quanto accade nel primo conflitto mondiale. 
Dopo i saluti del Sindaco, Giuseppe Regina, ed il saluti di Vittorio Cappelli, direttore Icsaic e docente Unical, seguiranno gli interventi di Giuseppe Ferraro, direttore università di San Marino e membro del comitato scientifico Icsaic e del Generale Pasquale Martinello, presidente associazione calabria in Armi. 
Alle 20.00 la prima giornata si chiuderà con l'esibizione ed il carosello della Fanfara degli alpini in Piazza Umberto I. 
Domenica 16 dicembre invece le autorità civili e militari, i congiunti delle 12 medaglie d'oro al valor militare della Grande Guerra della Calabria, i presidenti di provincia e della Regione, si muoveranno a partire dalle ore 10.00 da Villa San rocco presso il monumento regionale ai caduti in corteo d'onore. 
Nei pressi del faro votivo ci sarà la cerimonia che renderà onore ai caduti con l'apposizione delle corone votive, l'accensione della lampada perpetua alla memoria da parte del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio e la consegna delle targhe ricordo ai congiunti delle 12 medaglie d'oro al valor militare.




fonte: abmreport.it

mercoledì 21 novembre 2018

MORMANNO, COLLEGIATA DI SANTA MARIA DEL COLLE.



Nella minuscola piazza di Mormanno, ornata un tempo di testimonianze classiche e medioevali, sorge la grande chiesa di S. Maria del Colle. 


Una vasta costruzione a tre navate, rifacimento barocco di una più antica chiesa alla quale il grande architetto Giovanni Donadio, detto il Mormando, legò nel 1492 un notevole lascito testamentario. 

Della chiesa originaria resta il campanile, forato da un passaggio archiacuto, che mostra in una nicchia una preziosa statua lapidea della Madonna col Bambino, databile tra la fine del '300 e i principi del '400. 

La fulva e ricca facciata, che si deve a tale Pietro Scardino da Padula (sec. XVIII) ci preannuncia l'interno decorato da notevoli opere pertinenti al barocco. 

Prima fra tutte il maestoso altare maggiore in marmi colorati di notevole effetto a cui si affiancano l'altare di sinistra nella crociera contenente le statue dell'Immacolata e dei santi Gaetano e Gennaro (1719), il pulpito e l'organo le cui mostre lignee sono state riccamente intagliate da artigiani della cosiddetta Scuola di Morano nella seconda metà del '600. 

Il fonte battesimale, con la vasca in marmo figurato datata 1578, è coperta da un pannello ligneo con pannelli intagliati appena più tardi. 

Del 1511 è il prospetto per l'Olio Santo condotto secondo gli eleganti schemi della Rinascenza Toscana importati da Napoli. 

Tra i dipinti vanno ricordati la Comunione degli Apostoli, datata 1794 e firmata da Francesco Oliva; la Visitazione della Vergine a S. Elisabetta, interessantissimo per la sua netta derivazione dalla pittura veneziana del XVIII secolo, e, infine, un gruppo di tele di buona fattura fra le quali si riconoscono una Circoncisione e una Assunzione della Vergine dovute al pennello del locale Angelo Galtieri (prima metà del '700). 

Il tesoro della chiesa racchiude una serie di preziosi arredi argentei tra i quali fanno spicco una croce processionale del XVII secolo e un calice riccamente lavorato nel cui supporto sono inserite piccole statuette, provenienti dal distrutto monastero della Serra dei Colleretani datato 1677. 

La chiesa è dotata di 5 campane. 

Una campanella che annuncia l’inizio delle sacre funzioni si trova all’ingresso della sacrestia, sulla destra. 

Quattro campane invece sono quelle collocate sulla torre.

Le opere ricordate sono solo una piccola parte delle testimonianze antiche e preziose che racchiude, come in uno scrigno, questo bellissimo tempio dedicato alla Gran Madre di Dio.

fonte: https://www.facebook.com/calabria.meravigliosa/photos/a.276164679078015/310856008942215/?type=3&theater

sabato 17 novembre 2018

"ANIME MORTE, NON AVRETE IL MIO ODIO".


13 novembre 2015: una data difficile da dimenticare per l’Europa, quella dell’attacco terroristico a Parigi, che tra i vari obiettivi ha colpito anche la storica sala concerti del Bataclan. 
I morti in totale sono stati 130. 
Una ferita aperta nel bel mezzo del Vecchio Continente, oramai abituato a considerare guerre e sparatorie come tragedie di paesi come la Siria o l’Afghanistan. 
Invece no, quella sera l’ISIS ha deciso di far capire all’Europa che anch’essa è nel suo mirino e l’ha fatto con pistole e pallottole, con la violenza. 
Il risultato di questo attacco è stata un’onda di paura e confusione che ha spinto gli europei a vedere in tutti gli immigrati o i rifugiati il nemico. 
Ci sono però alcuni che, benché colpiti in prima persona da questa tragedia, hanno deciso di non cedere a questi sentimenti. 
Uno di questi è Antoine Leiris, 37 anni, giornalista di Radio France, che al Bataclan ha perso la moglie. 
Ai terroristi  a quattro giorni dall'accaduto ha detto attraverso una lettera aperta su Facebook, «non avrete il mio odio».

«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. 
Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. 
Voi siete anime morte. 
Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel Suo cuore. 
Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. 
Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. 
Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. 
Ma la vostra è una battaglia persa. 
L’ho vista stamattina. 
Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. 
Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. 
Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. 
So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. 
Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. 
Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. 
Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. 
Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».

-Antoine Leiris-

venerdì 29 giugno 2018

LA SOLITUDINE.

"O beata solitudo o sola beatitudo"
Tradotto vuol dire: "O beata solitudine, o sola beatitudine". 
Senza dubbio, quando la solitudine è una scelta ponderata è senza dubbio una beatitudine. Quando è imposta, in qualunque modo, allora diventa più una condanna che altro. 
La solitudine è la condizione più logorante che esista soprattutto se non è cercata ma imposta dalla vita. 
È come sentirsi inutile, una sensazione orribile. 
Ci si può sentir soli anche essendo accerchiati da una marea di gente, così come non è detto che ci si senta soli nella propria cameretta in compagnia solo di se stessi. 
La solitudine è uno stato mentale ed è tipica di chi non è in pace con se stesso. 
Ciò che può aiutare in questi momenti è essere accerchiati da individui che non hanno aspettative sulle persone che incontrano, che non giudicano e che non fanno fare lo sforzo di essere in quel momento ciò che non si è, con cui quindi non serve più indossare delle maschere. 
Se si incontra questo tipo di persone non ci si sente del tutto se stessi ma per lo meno non ci saranno finzioni. 
Sentirsi voluto bene a prescindere, sentirsi ascoltato e rispettato nei propri silenzi. 
Questo permette di avvicinarsi all'altra persona.

D'altra parte la solitudine come scelta di vita è piacevole per avere attimi per se stessi, per riflettere sulle cose successe in giornata, nell'arco della vita passata e su quello che il futuro ci riserverà.

Quindi la solitudine non è uno spauracchio di cui avere paura, ma un prezioso momento di riflessione o semplice contemplazione, di noi stessi, del mondo, del senso della vita, degli altri, del rapporto con gli altri.
Non dico però di fare gli eremiti o i misantropi...come in tutte le cose, la via di mezzo è quella giusta...


1) Il mio migliore amico è lo specchio, perché quando piango non ride mai. (Jim Morrison)

2) L'unico modo per farti un amico è essere un amico. (R.W. Emerson)

3) Chi fa da sé fa per tre.

4) Odio coloro che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia (Friedrich Nietzsche)

5) La peggior solitudine è essere privi di un'amicizia sincera. (Francis Bacon)

6) La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno... (Jim Morrison)

7) Non mi sono mai sentito cosi' solo senza la compagnia della mia solitudine.

8) Chi è incapace di vivere in società, o non ne ha alcun bisogno perché basta a se stesso, deve essere o una bestia o un Dio. (Aristotele)

9) Vivevo in solitudine in campagna e mi sono accorto di quanto la monotonia di una vita tranquilla stimoli la mente creativa.  (Albert Einstein)

10) E' nella solitudine che sono sempre state concepite le opere delle mani, del cuore e della mente. Ed è nella solitudine che si deve affermare l'individualità. (Robert Lidner)

11) La solitudine è necessaria all'immaginazione come la società è salutare per il carattere. (James Russel Lowell)

12) La solitudine è una conquista. Essere solitari è aver imparato a stare da soli. (Alice Koller)

13) Osare di vivere da soli è prova del coraggio più raro; perchè molti avrebbero preferito incontrare il loro più acerrimo nemico in battaglia piuttosto che il proprio cuore nella loro stanza. (Charles Caleb Colton)

14) La solitudine è come avere un gran fuoco nella propria anima e nessuno viene mai a scaldarvisi, e i passanti non scorgono che un po' di fumo, in alto, fuori del camino e poi se ne vanno per la loro strada. (Vincent Van Gogh)

15) Soffro di questo mio silenzio, in cui tutti entrano come in un luogo di sicura ospitalità. Vorrei ora che il mio silenzio si chiudesse del tutto intorno a me. (Pirandello)

16) Si nasce soli e si muore soli...

17) Chi vola alto è sempre solo. (Nureyev)

18) Fai in modo che il tuo discorso sia migliore del tuo silenzio o taci. (Dionigi il Vecchio)

19) E se tu sarai solo, tu sarai tutto tuo. (Leonardo da Vinci)

20) La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. (Carl Gustav Jung)

21) Non siamo nati soltanto per noi. (Cicerone)

22) Non si è ancora arrivati alla solitudine giusta, quando ci si occupa di se stessi. (Kraus)

23) L'amore consiste in questo: due solitudini che si proteggono, si toccano e si accolgono. (Rainer Maria Rilke)

24) Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce. (William Shakespeare)

25) Chi mai può vantarsi d'esser capito? Moriamo tutti incompresi. (H. de Balzac)

26) La solitudine ci dà il piacere d'una grande compagnia: la nostra. (Gervaso)

27) Non ho mai trovato il compagno che mi facesse così buona compagnia come la solitudine. (Henry David Thoreau)

28) La solitudine esalta le qualità, la frequentazione delle compagnie i difetti dell'uomo. (Morandotti)

29) La mia esperienza è sempre consistita nel rimanere totalmente solo. (F. Bacon)

30) Ho spesso rimpianto le mie parole, mai il mio silenzio.

31) La solitudine è, per lo spirito, ciò che la dieta è per il corpo. (Vauvenargues)

32) Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia. (Paul Valéry)

33) A ciascuno è affidato il compito di vegliare sulla solitudine dell'altro. (Lia Varesio)

34) La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole. (Carl Gustav Jung)

35) Non amo particolarmente la gente. Più lontano ne sto e meglio mi sento. (Charles Bukowski)

36) Non è tanto lo stare da soli, la solitudine è bella. E' tanto sentirsi con un pezzo mancante, in qualche modo lo senti, e capisce che nonostante tutte le delusioni non puoi rimanere da solo.

37) Preferisco ballare sola al centro della mia solitudine piuttosto che nell'angolo della vita di qualcuno.

38) E quando la mattina non ti sveglia nessuno. E quando la sera non ti aspetta nessuno. e quando puoi fare quello che vuoi. Come la chiami? Libertà o solitudine?

39) Non rovinare la solitudine di qualcuno se poi non sai riempirla con la tua compagnia.

40) Una persona che sa stare sola non è mai sola. Le persone che non sanno stare sole, sono sole. (Osho)

41) Io avevo voglia di stare da solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose. (Pier Paolo Pasolini)

42) La solitudine è fonte di felicità e di tranquillità dell'animo. (Arthur Schopenhauer)

43) Ci si sente soli anche se circondati da mille. Accade quando si ha la consapevolezza che nessuno può comprendere quello che stai vivendo. (Alessandra Crinzi)

44) Sentire di non essere mai compresi veramente: anche questo è solitudine. (G.Soriano)

45) E affido la mia solitudine alle onde del mare, nella speranza che me la portino via.

46) Una volta pensavo che la cosa peggiore che potesse succedere nella vita fosse quella di rimanere solo, ma non è così. La cosa peggiore è finire con persone che ti fanno sentire solo. (Robin Williams)

47) Soltanto i più forti fanno i conti con la solitudine, gli altri la riempiono con chiunque. (Vjollca Lika)

48) Bisogna imparare a stare soli, solo così si può imparare a stare con gli altri, altrimenti ci stai perché ne hai bisogno. Bisogna fare a scuola un'ora di insegnamento alla solitudine, imparare a bastarsi. (Vasco Rossi)

49) L'amore notò la solitudine in riva al mare e disse: "Perché rimani sola quando tutto il mondo cerca qualcosa?" "La solitudine si voltò e, guardando negli occhi l'amore, rispose:"Perché tutti cercano qualcuno o qualcosa soltanto per non sentirsi soli, mentre io vivo sola per incontrare te, dentro di me".

50) Meglio soli, che male accompagnati. (Proverbio toscano)

51) Meglio soli che INCAZZATI.

52) Il cambiamento interiore avviene quando sei davvero solo con te stesso. Nel momento in cui non puoi contare su nessuno, in quel momento scopri chi sei veramente. (Claudio D'Aiello)

53) La solitudine è restare fermi nel vuoto e gridare con tutta la voce del silenzio.

54) "Cos'è la solitudine?" domando. Ma nessuno mi risponde. (Rat-Man)

55) La solidarietà è la forza dei deboli. La solitudine è la debolezza dei forti. (Ugo Ojetti)

56) La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l'estraneo siete voi. (Luigi Pirandello)

57) La solitudine è la dieta dell'anima, disse sensatamente non so chi. (Francesco Algarotti)

58) La vera, devastante solitudine non è di chi è solo da solo con se stesso, ma di chi è in due e dispera di poter essere di nuovo solo da solo. (Aldo Busi)

59) Non esiste nessuno più difficile di chi sa stare da solo. Ha imparato a fare la cosa che fa più paura al mondo. Quindi, non sarà mai disposto a barattare la sua solitudine con rapporti di circostanza, ne con persone che cercano compagnia solo perché hanno paura del vuoto. (P.Felice)

60) La solitudine unendosi alle anime semplici, le complica. (Victor Hugo)

61) L'unica malattia, era la solitudine che aveva dentro. (Kurt Cobain)

62) La solitudine, o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi. (Roberto Gervaso)

63) Solitudine non è essere soli, è amare gli altri inutilmente.

64) La solitudine non si cura con la compagnia umana. La solitudine si cura attraverso il contatto con la realtà. (Anthony de Mello)

65) La solitudine a volte è la miglior compagna. Non fa mai domande inopportune e spesso dà delle risposte. (Gabriele Martufi)

66) La solitudine ha, a volte, colori e sfumature inattesi, sorprendenti. È una stanza vuota dove risuona la propria anima, la propria sensibilità. (Paolo Crepet)

67) E' inutile cercare chi ti completi, nessuno completa nessuno, devi essere completo da solo per poter essere felice. (Eric Fromm)

68) La solitudine è una grande amica: non urla, non minaccia, non ricatta, non condiziona, non ruba, non uccide. (Bianca Bianchi)

69) Preferisco ballare sola al centro della mia solitufine piuttosto che nell'angolo della vita di qualcuno. (Giulia Carcasi)

70) La solitudine è il più straordinario mezzo per entrare in intimità con noi stessi. E, paradossalmente, la solitudine è anche il miglior mezzo per imparare a comunicare. Solo conoscendomi, cioè conoscendo la mia interiorità, posso parlare all'interiorità dell'altro. (Susanna Tamaro)

71) Se ti senti solo quando sei da solo, sei in cattiva compagnia. (Jean Paul Sartre)

72) La solitudine crea persone d'ingegno o idioti. (Victor Hugo)

73) Un po' più in là della tua solitudine c'è la persona che ami. (Dino Buzzati)

74) L'unico modo di salvaguardare la propria solitudine è ferire tutti, a cominciare da quelli che amiamo. (Emil Cioran)

75) La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la mia solitudine, che è la mia debolezza. (Pasolini)

76) L'ardente solitudine non annulla la possibilità degli amori. (Giovanni Papini)

77) La solitudine è bella se si affronta in due. (Strampalaura)

78) Vivo in quella solitudine che è penosa in gioventù, ma deliziosa negli anni della maturità. (Albert Einstein)

79) La solitudine è aver bisogno d'amore, ma nessuno ti dà l'amore che meriti.

80) «Dove sono gli uomini?» riprese poi il piccolo principe. «Si è un po' soli nel deserto...» «Si è soli anche fra gli uomini» disse il serpente. (Antoine de Saint-Exupéry)

81) Solo chi si isola da se stesso, più che dal prossimo, è veramente solo. (Nicola Abbagnano)

82) Soli non si starebbe bene nemmeno in Paradiso. (Proverbio)

83) Ci sono momenti di solitudine che cadono all'improvviso come una maledizione nel bel mezzo della giornata. Sono i momenti in cui l'anima non vibra più. (Alda Merini)

84) Solitudine, non vuol dire che la vita non ha più senso ma, semmai, che la vecchia vita non ha più senso. E' un segnale inviato dall'anima, per farci cercare una nuova strada. (Ruediger Schache)

85) La solitudine è quando perdi il bisogno di fare le domande ad altri. (Scuolissima)

86) A volte ho la sensazione di essere solo al mondo. Altre volte lo sono di sicuro. (Charles Bukowski)

87) Il suono più assordante che puoi incontrare è quello della solitudine.

88) Quando si è soli nel corpo e nello spirito si ha bisogno di solitudine, e la solitudine genera altra solitudine. (Francis Scott Fitzgerald)

89) La solitudine è il nido dei pensieri.

90) Preferisco la solitudine all'elemosinare affetto e amicizie. (M.Cacace)

91) Più mi lasciano sola più splendo. (Alda Merini)

92) Quando non vorrai essere solo, va in compagnia di te stesso. (Carlo Maria Franzero)

93) Dicono di me che sono un solitario, forse sarà perché ho visto e sentito quanto basta... per diventarlo!

94) Dovremmo uscire di casa a giorni alterni. Un giorno io e una la gente.

95) Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme. (Charles Bukowski)

96) Forse, l'unità di misura della solitudine è il freddo. (AlbertHofman72, Twitter)

97) Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato. (Albert Einstein)

98) Lasciatemi dire questo: se incontri un solitario, non importa cosa ti dice, non è perché si gode la solitudine. È perché ha provato a mischiarsi al mondo prima, e le persone continuano a deluderlo. (Jodi Picoult)

99) Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. (Salvatore Quasimodo)

lunedì 14 maggio 2018

PREPARATE VOSTRO FIGLIO ALLA STRADA, NON LA STRADA PER VOSTRO FIGLIO.



"Non è ciò che fai per i tuoi figli, ma ciò che hai insegnato loro a fare per se stessi, che li farà realizzare come esseri umani".
-Ann Landers-

Errore Numero 10: La venerazione dei figli.

Molti di noi vivono all'interno di comunità che ruotano intorno al bambino. 

Cresciamo i nostri ragazzi all'interno di nuclei familiari bambino-centrici. 
Ai nostri figli, naturalmente, piace, perché le nostre vite ruotano intorno a loro. 
E nella maggioranza dei casi anche noi non dispiace, perché la loro felicità è la nostra. 
Ci appassiona fare le cose per loro, spendere per loro, e inondarli d'amore e di attenzioni.

Ma credo sia importante tenere a mente che i nostri figli sono fatti per essere amati, non venerati. 
E quando li mettiamo al centro dell'universo non facciamo altro che creare un falso idolo, snaturando qualcosa di buono. 
Piuttosto che mettere i ragazzi al centro delle nostre case, dovremmo sforzarci di metterci Dio. 
I nostri figli si sentiranno comunque amati, solo in un modo migliore, in un modo che mette l'altruismo davanti all'egoismo.

Errore Numero 9: La teoria del bambino perfetto.

Lo sento spesso dai professionisti a contatto coi bambini (assistenti, insegnanti, etc.): i genitori di oggi non vogliono sentire niente di negativo nei confronti dei loro ragazzi. 
Quando si sollevano dei dubbi o delle preoccupazioni, per quanto espressi con amore, la reazione istintiva è spesso quella di aggredire chi te lo fa notare.

La verità può far male, ma quando prestiamo ascolto con la mente e il cuore aperti, non possiamo che trarne beneficio. 
Potremo intervenire con largo anticipo, prima che una qualsiasi situazione sfugga di mano. 

Affrontare un bambino problematico è decisamente più facile di quanto non lo sia ricomporre un adulto caduto a pezzi.

Come ha osservato uno psichiatra di "Children's of Alabama" quando l'ho intervistata sul tema della depressione adolescenziale, giocare d'anticipo è essenziale perché può alterare la traiettoria della vita di un bambino. 
È per questo, dice, che trova appassionante la psichiatria infantile e adolescenziale -- perché i ragazzi sono resilienti, ed è molto più facile intervenire con successo quando sono giovani, invece che anni dopo, quando i problemi si sono protratti tanto da entrare a far parte della loro identità.

Errore Numero 8: La vita per conto dei figli.

I figli ci danno grandi soddisfazioni. 
E quando hanno successo, la cosa ci rende più felici che se fossimo stati noi a ottenerlo.

Ma quando siamo troppo coinvolti nelle loro vite, diventa difficile capire dove iniziamo noi e dove loro finiscono. 
E quando i figli diventano un nostro prolungamento, possiamo finire col vederli come la nostra seconda chance. 
D'un tratto, allora, tutto gira intorno a loro, più che intorno a noi. 
Ed ecco che la loro felicità inizia a confondersi con la nostra.

Errore Numero 7: L'aspirazione del migliore amico.

Una volta ho chiesto a un prete d'individuare l'errore più grave che vede nei genitori. 
Ci ha pensato su un attimo e mi ha risposto: "I genitori che non fanno i genitori. 
Quelli che non vogliono sporcarsi le mani".

Come tutti, desidero che le mie figlie mi vogliano bene. 
Voglio che mi lodino e che mi apprezzino. 
Ma se faccio bene il mio lavoro, ci saranno volte in cui si arrabbieranno, e in cui non piacerò loro affatto. 
Alzeranno gli occhi al cielo, sbufferanno e si lamenteranno, e diranno che avrebbero preferito nascere in un'altra famiglia.

Cercare di essere il migliore amico di tuo figlio può solo finire per renderti più permissivo, spingendoti verso scelte dettate dalla disperazione, cioè dal timore di perderne l'approvazione. Quello non è amore; è un nostro bisogno.

Errore Numero 6: La competizione fra genitori.

Ogni genitore ha un lato competitivo. 
Per destare questo mostro basta che un altro genitore dia al proprio figlio un vantaggio a scapito del nostro.

Alle medie e al liceo di storie come questa ne sento parecchie, aneddoti d'amicizie infrante e tradimenti, dove una famiglia raggira l'altra. 
La mia impressione è che alla radice di tutto ci sia la paura. 
Temiamo che i nostri figli rimangano indietro. 
Abbiamo paura che, a meno che non ci si getti a capofitto nella pazzia, e non si faccia di tutto per aiutarli ad eccellere fin dall'inizio, resteranno mediocri per il resto delle loro vite.

Credo che i bambini abbiamo bisogno di lavorare duramente, e di capire che i tuoi sogni non vengono serviti su un piatto d'argento; che per ottenerli devi sudare e lottare. 
Ma quando trasmettiamo un messaggio del genere "vinci a ogni costo", autorizzandoli a calpestare gli altri per passare avanti, perdiamo di vista la questione della personalità. 
Che potrà non sembrare importante nel corso dell'adolescenza, ma che negli adulti è tutto.

Errore Numero 5: Perdersi il bello dell'infanzia.

L'altro giorno ho trovato l'adesivo di una merendina alla fragola sul lavandino della cucina, che mi ha ricordato quando fortunata sia a condividere la casa con le piccole.
Un giorno non ci saranno più adesivi nel mio lavandino. 
Non ci saranno Barbie nella vasca da bagno, bambolotti sul letto o Mary Poppins nel lettore Dvd. 
Sulle finestre non ci saranno impronte appiccicose, e la mia casa sarà silenziosa, perché le mie figlie se ne staranno fuori in compagnia delle amiche, invece che nel nido con me.

Crescere dei bambini piccoli può essere un lavoro duro e monotono. 
A volte ti sfinisce tanto -- fisicamente ed emotivamente -- che ti piacerebbe fossero già cresciute, per renderti la vita più facile. 
Poi c'è quella curiosità di sapere come saranno quando saranno cresciuti. 
Quali passioni avranno? Diventerà chiaro quali siano le loro doti date da Dio? Da genitori ce lo auguriamo, perché capire su quali punti di forza insistere ci permette di orientarli nella giusta direzione.

Ma proiettandoci nel futuro, chiedendoci se quel talento per l'arte renderà tuo figlio un Picasso, o se la sua voce melodica la renderà una Taylor Swift, potremmo dimenticarci di godere dello splendore che abbiamo davanti a noi: i bebè nelle tutine footie, le favole della buonanotte, il solletico sul pancino e quelle risatine di gioia. 
Potremmo dimenticare di lasciare che i nostri figli siano piccoli, e di goderci quell'unica infanzia che viene loro offerta.

Le pressioni sui ragazzi iniziano fin troppo presto. 
Se davvero vogliamo che abbiano un vantaggio competitivo, dovremo proteggerli da queste pressioni. 
Dovremo lasciare che si divertano, e che crescano al loro ritmo, così che possano 1- esplorare i propri interessi senza timore di fallire e 2- così che non si brucino.

L'infanzia è il momento del gioco libero e della scoperta. 
Quando mettiamo fretta ai bambini, li derubiamo di un'età dell'innocenza alla quale non torneranno mai più.

Errore Numero 4: I figli che vuoi contro i figli che hai.

Da genitori abbiamo dei sogni per i nostri figli. 
Iniziano già quando siamo incinte, prima ancora di conoscere il genere del nascituro. 
Dentro di noi coltiviamo la segreta speranza che siano uguali a noi, solo più intelligenti e più dotati. 
Vogliamo essere i loro mentori, mettendo a frutto le nostre esperienze.

Ma l'ironia dell'esser genitori è che i nostri figli ribaltano tutti gli stampi. 
Ci arrivano sempre con inclinazioni impreviste. E il nostro mestiere è quello di capirne il verso giusto e prepararli in quella direzione. 
Imporre loro i nostri sogni non funzionerà. 
Solo quando li vedremo per ciò che sono potremo avere un impatto potente sulle loro vite.

Errore Numero 3: Dimenticare che i nostri fatti contano più delle nostre parole.

A volte quando le mie ragazze mi fanno una domanda, poi aggiungono: "Cerca di esser breve". Il fatto è che mi conoscono bene, perché cerco sempre di infilarci una lezione di vita. 
Cerco di trasmettere saggezza, dimenticando come l'esempio conti più delle parole.

Il modo in cui affronto il rifiuto e l'avversità... in cui tratto amici ed estranei... che io mi lamenti o esalti il padre... queste cose le notano. 
E il modo in cui mi comporto dà loro il permesso di fare lo stesso.

Se voglio che i miei figli siano meravigliosi, dovrò puntare ad esserlo anch'io. 
Dovrò essere la persona che spero diventeranno.

Errore Numero 2: Il giudizio sui genitori degli altri -- e sui loro figli.

Per quanto possiamo non condividere il modo degli altri di esser genitore, non sta a noi giudicare. 
Nessuno al mondo è "del tutto buono" o "del tutto cattivo"; siamo tutti un miscuglio di entrambi, una comunità di peccatori in lotta ciascuno coi propri demoni.

Personalmente più è duro il periodo che attraverso, più sono tollerante nei confronti degli altri genitori. 
Quando mia figlia mi mette duramente alla prova, sarò più indulgente nei confronti di genitori che si trovano nella stessa barca. 
Quando la vita mi travolge, perdono gli errori degli altri, e lascio perdere.

Non puoi mai sapere che cosa stia passando l'altro, o quando sarai tu ad aver bisogno d'indulgenza. 
E anche se non possiamo controllare i giudizi che esprimiamo dentro di noi, possiamo contenerli cercando di comprendere la persona, invece di saltare a conclusioni.

Errore Numero 1: Sottovalutare la PERSONALITA'.

Se c'è una cosa che spero di non sbagliare con le mie piccole è il loro NOCCIOLO. 
La personalità, la fibra morale, la bussola interiore... sono queste le cose che pongono le basi di un futuro sano e felice. 
Importano più di qualsiasi voto o premio.

Nessuno è in grado di imporre una personalità ai proprio figli, e a 10 o 15 anni non importa più di tanto. 
I bambini cercano gratificazioni a breve termine, sta a noi come genitori vedere più lontano. Sappiamo che ciò che avrà importanza a 25, 30 e 40 anni non sarà quanto in là riusciranno a tirare il pallone, o se saranno cheerleader, ma il modo in cui tratteranno gli altri, e ciò che penseranno di loro stessi. 
Se vogliamo che la loro personalità si formi, la loro fiducia in se stessi, la loro forza e resilienza, allora dobbiamo lasciare che affrontino le avversità e assaggino l'orgoglio di chi, superandole, ne esce più forte di prima.

È duro veder fallire i propri figli, ma a volte dobbiamo farlo. 
A volte dobbiamo chiederci se intervenire sia nel loro interesse. 
Ci sono un milione di modi per amare un figlio, ma pur cercando di renderli felici, cerchiamo di restare coscienti del fatto che a volte il dolore a breve-termine è un guadagno a lungo-termine.

fonte: https://www.huffingtonpost.it/kari-kubiszyn-kampakis/dieci-errori-comuni-genitori-_b_5529226.html